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STORIA DELLA PATERNITÀ di Maurizio Quilici, Fazi editore

Spesso non siamo in grado di cogliere gli eventi culturali, i movimenti ed i cambiamenti di pensiero e di costume, mentre avvengono, ma abbiamo bisogno di una verifica ex post per poterli “vedere” e comprendere. Credo che questo sia il caso della “rivoluzione dei padri”, che si sta svolgendo, nel nostro Paese, negli ultimi anni e che sta assumendo, via via, contorni e dimensioni sempre più concrete. I padri, nel momento in cui la separazione ed il divorzio riproponevano, nella patologia del rapporto, un antico modello, elaborato per la fisiologia dello stesso, di genitore affettivamente lontano dalla prole ed estraneo ai momenti della cura quotidiana di essa, si sono accorti che questo modello non era più aderente alla realtà e non esprimeva il modo in cui essi vivevano, da uomini del nostro tempo, l’esperienza della paternità. In ragione di ciò, essi hanno dato luogo ad un movimento che, più che rivendicativo o tendente ad ottenere, su versanti opposti rispetto a quelli cui siamo abituati, la “parità di diritti” con l’altro sesso, ha rappresentato un momento di autoanalisi e, quindi, di autoidentificazione e conseguente crescita sociale e culturale. Il libro scritto da Maurizio Quilici non è la storia di questo fenomeno, ma contiene una ricostruzione storica indispensabile per comprenderlo e capirne lo spessore. Il volume parte dalle origini, “si limita” (quasi con rammarico dall’Autore) alle esperienze europee degli ultimi 2500-3000 anni e ripercorre la storia della nostra vicenda storica e culturale, leggendola dall’originale e per certi aspetti atipico profilo della paternità. La paternità nel mito, la paternità dei singoli personaggi storici, la paternità delle classi colte e delle classi meno elevate, la paternità concepita secondo le convinzioni ideologiche, letterarie e religiose di ciascuna epoca. Ogni fenomeno viene puntualmente annotato e descritto, con la precisione del cronista e l’acutezza dello storico in possesso di una visione complessiva e di una puntuale capacità critica. Il libro è infinitamente ricco di spunti ed ogni lettore potrà, secondo le sue preferenze, soffermarsi sull’antica leggenda di Edipo, sulle moderne analisi di Freud, che potrebbero dare ad essa una spiegazione scientifica, sulle vicende del 1968, che in qualche modo possono esserne considerata una forma di realizzazione pratica, oppure sulle contraddizioni di Sant’Agostino, sulla vicenda privata, ma emblematica di Giacomo Leopardi, sulle simbologie che hanno sempre accompagnato la figura del padre ed i legami religiosi di essa, sui significati, in rapporto ad essa, delle rivoluzioni del pensiero educativo del ‘700 o su infiniti altri episodi ed aspetti. L’universo dei rapporti tra padri e figli è compiutamente esplorato. Il quadro che ne deriva è multiforme, ma, forse, contiene più luci che ombre. Di fronte ad episodi commoventi, come il saluto di Priamo ad Ettore e la conseguente richiesta della salma ad Achille, o divertenti, come i primi dispetti che Pinocchio fa a Geppetto ed i commenti di quest’ultimo, vi sono numerose descrizioni del rapporto tra padri e figli in termini di rivalità, odio o timore. A Cecco Angiolieri, che esprime sentimenti negativi dalla parte dei figli, può adeguatamente contrapporsi Aristippo, per il quale “anche gli sputi ed i vermi (come la prole) escono da noi”. La enormità degli esempi considerati e dei tempi percorsi inducono, in un primo momento, il lettore a pensare che, forse, cambia tutto per non cambiare nulla, perché i sentimenti di base dell’uomo restano sempre gli stessi, ma la continuazione della lettura induce infine a comprendere che, invece, un’evoluzione vi è stata e che, attraverso tutto ciò che è stato narrato, è nato o sta nascendo un padre nuovo, sintesi delle esigenze di ordine e legge, che la figura rappresentava nel passato, ma anche di affetto e cure, manifestati con il coraggio di essere se stessi, senza ruoli predefiniti o stereotipi culturali. Scritto con passione ed un pizzico di poesia (si pensi alla ricerca delle radici della parola padre nel termine “protezione”), con instancabile ricerca di fonti, il libro merita certamente di essere letto da tutti coloro i quali vogliano conoscere il passato per capire il presente.


Articolo redatto da:

Bruno de Filippis